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Adult SEO. Intervista a Francesco Margherita

Adult SEO. Intervista a Francesco Margherita

Adult Copywriting

È uno dei migliori SEO specialist italiani e massimo esperto di semantica applicata ai motori di ricerca. Le sue teorie nel campo dell’ottimizzazione SEO e del posizionamento organico agitano da almeno 5 anni il mondo ortodosso degli addetti ai lavori. È ideatore ed esecutore di quel Come diventare Web Coprywater che per giorni ha fatto insorgere i puristi della lingua italiana sui social e non solo.

Ma Francesco Margherita si è anche occupato di Adult SEO per alcuni sexy shop e siti di annunci sessuali. Con chi avrei potuto approfondire meglio l’argomento, se non con lui? Ed eccola qui la nostra chiacchierata su Adult e Google, PornHub e backlink, presunto favoreggiamento della prostituzione e Natasha, la lucciola di Quarto Oggiaro.
Se oltre alle posizioni sessuali ti interessano i posizionamenti, accomodati pure. Diamo inizio alle danze.

Raccontami la tua esperienza con l’Adult SEO

Ho seguito siti e-commerce di prodotti legati alla sfera sessuale contro il logorio della vita moderna e portali di annunci per incontri escort/ gay/trans e travestiti (che non sono la stessa cosa). Si tratta di tipologie di siti web diverse tra loro per certi aspetti. Mentre i sexy shop propongono archivi di prodotti come costumi/lingerie, giocattoli erotici e creme officinali miracolose ad esclusivo uso esterno, i portali di annunci sono pentoloni più o meno ricchi di pagine dedicate al singolo individuo  in ricerca di altre persone con cui trascorrere ore libere e spensierate.

Immagino non abbiano la stessa facilità di gestione, giusto?

Se nel primo caso i prodotti vengono classificati per tipologia, il secondo è più complesso perché le variabili da incrociare sono almeno due: orientamento sessuale e località. I portali per annunci, più che i sexy shop online, sono attività che pur non avendo alcuna possibilità di finire nelle ricerche localizzate di Google, adottano pur parzialmente le logiche della local search. Poi certo, un giorno le Local guides di Google mi hanno proposto di recensire il cimitero di Grottaminarda in quanto luogo che avevo visitato, quindi mi aspetto che un giorno o l’altro a qualcuno venga proposto di recensire Natasha, la lucciola di Quarto Oggiaro. Al momento però non mi risultano schede locali di questo tipo.

Come posizionare un sito Adult, vista l’elevata competitività nel settore?

La SEO è SEO, indipendentemente dall’ambito di applicazione, quindi sotto il profilo tecnico si analizzano i criteri di scansione e di navigazione, si cercano le pagine a basso interesse, i percorsi interrotti, quelli reindirizzati male e si lavora per tagliare via il superfluo. Come pagine povere, non più utili o proprio ridondanti nella struttura.

Una volta messo a posto l’assetto strutturale – la SEO in senso stretto – i siti adult se la possono giocare sui racconti erotici, cioè sullo sviluppo di un piano editoriale che costruisca ponti verso i prodotti in vendita o gli annunci erotici. Gli utenti (incredibilmente) non cercano solo video porno su Google, ma spesso vogliono leggere storie. Questa tendenza, in crescita da anni, sta generando piani editoriali sexy oriented a cui negli Stati Uniti si lavora già alacremente. Da noi in Italia le tendenze arrivano sempre un po’ dopo, ma arrivano.intervista a francesco margherita

Secondo te, il segreto per scalare la Serp con un sito Adult?

Fuori dal sito, suggerisco sempre di osservare il grande lavoro di comunicazione portato avanti da PornHub fin dal 2012. Non si diventa così presenti nelle ricerche solo per la buona struttura del sito web – e per altro la maggior parte dei siti del genere hanno strutture meravigliosamente ottimizzate – ma grazie a un grande lavoro sul content marketing. Gli studi sulle tendenze di gradimento sessuale prodotti da PornHub hanno generato milioni di condivisioni e backlink spontanei da siti web come giornali o blog di settore influenti, che normalmente non darebbero mai un link ad un sito porno. Intelligenza dunque, non solo network di siti.

I limiti imposti da Google all’Adult SEO. Me ne parli?

Google cerca sempre di non mostrare nelle serp siti web adult a meno che la ricerca non sia proprio esplicita. Se la query è “come fare un pompino” i primi risultati non sono video porno, ma pagine di blog che spiegano, talvolta raccontano come combattere l’osteoporosi per via orale. In realtà questo non è un limite per sexy shop e siti di annunci, solo per i siti che pubblicano video. Per i primi è un vantaggio.

Un altro limite, lo scrivevo prima, riguarda la localizzazione. Google non offre schede informative in serp rispetto agli annunci erotici. Probabilmente nemmeno per i sexy shop come attività localizzate, ma questa non è una cosa che ho verificato.

intervista a francesco margherita

Secondo te, qual è il modo per superarli o aggirarli?

Non credo ci sia molto altro da fare che dare alle persone ciò che chiedono, sempre nel rispetto delle leggi e del buon senso. In effetti i siti adult rappresentano un segmento non conversazionale, perché nei forum o sui social non si discute facilmente dell’ultimo porno visto, del vibratore acquistato o dell’incontro con la “Natasha” di cui sopra.

Ancora non ho ben capito come mai su PornHub ci siano i pulsanti di condivisione su Twitter e Google Plus. A queste condizioni, manca la riprova sociale che Google utilizza per validare i link in ingresso verso un sito web. Venendo meno tale meccanismo è meno probabile essere penalizzati pur facendo link building mediante lo spam o comunque in modo spinto e vistosamente inappropriato. Ecco perché si dice che in questi ambiti lo spam funziona.

Il target dei siti di annunci sessuali. Hai rivelazioni sorprendenti?

Sono siti web che a livello dei principali player di settore portano a casa (decine di) milioni di visite al mese. La rivelazione sarebbe poter escludere alcune tipologie di persone dal novero dei fruitori di questi siti web. L’argomento è tabù, ma “così fan tutti”.

Leggi anche: effetto Framing nell’Adult. Esempi di persuasione applicata

 

Siti di annunci di Escort. È legale lavorare per loro?

È legale lavorare per siti web che operano nella legalità. Finché il sito presenta un buon disclaimer sulla responsabilità dell’annuncio in sé e soprattutto finché il sito web non pubblica tariffe, né indicazioni di costo di alcun genere, non possiamo parlare di favoreggiamento della prostituzione, per il semplice motivo che non c’è prostituzione. Un sito che pubblica annunci di persone che vogliono fare l’amore con altre è assolutamente legittimo. Che poi avvenga uno scambio di denaro è intanto da dimostrare. In ogni caso, è fuori della responsabilità di chi gestisce il sito web o di chi ne cura la comunicazione.

Aggiungo che se poi si volesse regolamentare la prostituzione, si eviterebbero torture fisiche, aggressioni e schiavitù, producendo tra l’altro un grosso gettito fiscale a beneficio delle casse dello Stato (che saremmo noi). Ma questo è solo il mio umile punto di vista.

Concludendo: che ne pensi del settore Adult da esperto SEO?

Penso che abbiamo tanto da imparare soprattutto da chi cura i principali siti di video porno, che per me rimangono autentici esempi di organizzazione a livello tassonomico e sistemistico. Ovviamente li studio con molta attenzione perché nutro un sano interesse professionale rispetto a questi mastodonti da milioni di visitatori al giorno, tutti come me interessati a studiare i percorsi di scansione 🙂 .

About the author

Adult copywriter e webwriter, mi occupo di scrittura per il settore Adult & Sex. Scrivo articoli Seo oriented per sex blog, testi ottimizzati per siti di Adult Club, schede prodotto e pagine web per sexy shop. Anche, non solo, soprattutto.

3 Comments

  1. Germano
    29 gennaio 2018 at 22:12
    Reply

    D’accordissimo sul fatto che ci siano organizzazioni tassonomiche ai limiti della perfezione nei siti di content video adult, e che il fattore velocità e responsività gioca un grande ruolo, anche vero che c’è una concorrenza serrata e solo i migliori(come pornhub e mysecretcase) emergono dalla omogeneità di offerta.

  2. Ciro Bocchetti
    29 gennaio 2018 at 11:09
    Reply

    Probabilmente i limiti più fastidiosi sono quelli imposti sui social network. Se Tumblr è una sorta di vaso di Pandora delle porcherie più assurde, su Facebook ti bannano per qualcosa che somiglia a un capezzolo. Tipo un uovo a occhio di bue ti mette in difficoltà! Servirebbe una politica che consenta chiaramente ai minorenni di usufruire di contenuti diversi da quelli per gli adulti. Senza fare guai e poi sistemare con toppe da censura poco affidabili.

    • Nadia Merlo Fiorillo
      29 gennaio 2018 at 13:13

      I limiti ci sono anche per la ricerca di keyword. Considera già solo l’assenza totale di voci in Google Suggest e pensa alle rogne che ti crea quando devi scrivere un articolo.

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