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Bordello con sex dolls. Riflessione a due voci con Lorenzo Gasparrini

Bordello con sex dolls. Riflessione a due voci con Lorenzo Gasparrini

Hot Sex

A Torino ha aperto i battenti il primo bordello con sex dolls italiano (che, tempo una settimana, hanno già sequestrato perché “attività illecita di affittacamere”) e l’esondazione di critiche non si è fatta attendere. Quello delle sex dolls, specie se in bordello, è un tema complesso che merita riflessioni approfondite. Non più canottini gonfiabili a uso e consumo di chi le acquista, le bambole di silicone attuali sono riproduzioni fedeli – per ora solo esteticamente – delle donne. Con tanto di perfezione fisica a corredo, ça va sans dire, e tratti etnici che accontentano i più svariati gusti.

Per caso mi è capitato sott’occhio un interessante articolo di Lorenzo Gasparrini, ex docente di Estetica e “filosofo femminista”, come ama definirsi. A fronte dei pro e contro emersi nel dibattito sul bordello con sex dolls, Gasparrini assume una posizione netta e spiega perché le bambole in silicone rappresentano un problema sociale e politico. Parte delle opinioni di Lorenzo mi trovano d’accordo. Ma ho preso il suo articolo come occasione per un dialogo a due voci che, spero, chiarisca alcuni punti della questione e alimenti un dibattito ulteriore.

Sex dolls. NON sono come gli altri sex toys

Nadia: Gli entusiasti e le entusiaste delle sex dolls le definiscono “un sex toy come gli altri”, tralasciando un po’ sbadatamente un dettaglio non da poco: l’antropomorfismo delle nuove bambole in silicone. A differenza di un dildo, di un vibratore, di un masturbatore a manicotto, una sex doll ha le sembianze di una donna in carne e ossa. La riproduce e la rappresenta, però, sottraendole gli indizi di realtà: difetti e imperfezioni. Una sex doll è, quindi, il simulacro sostitutivo di un essere umano. Ora, non so per te, ma per me un vibratore o un Fleshlight non è sostituto, né surrogato di un pene o di una vagina veri. Nemmeno di una persona, laddove una sex doll può diventarlo, specie a livello percettivo. Quindi, sfatiamo la convinzione che un’odierna bambola di silicone sia un sex toy come un altro. NON lo è.

Lorenzo: Come hai sottolineato, è proprio una questione percettiva. Non si può tralasciare come secondario l’aspetto di questi/e sex toys: ciò che rappresentano non è minimamente paragonabile a quello cui siamo abituati/e “normalmente” a percepire come sex toy. È incredibile come tante persone non si rendano conto che avere a che fare con un “simulacro” cambi totalmente il rapporto con un oggetto. Sembra di parlare a persone che non sono mai andate al cinema, o per le quali non ha importanza sentire la musica attraverso un apparecchio o dal vivo. Avere a che fare con un sex toy dalle sembianze umane cambia radicalmente il rapporto con il sex toy – e con l’umano.

bordello con sex dolls

Esattamente come più di un secolo fa l’invenzione della fotografia prima e del cinema poi come fenomeni di massa ha completamente cambiato la nostra percezione della realtà, la nostra idea di “ciò che è reale”. Provare piacere con un simulacro umano non è una forma sofisticata di masturbazione, è sostituire l’altro o l’altra con qualcosa che lo/la simula. Per esempio questi sex toys – e non altri, non è un caso? – non si vendono nei sexy shop, non li abbiamo visti in vetrina, ma per loro si apre un “bordello con sex dolls”. Questo non implica certo una connotazione negativa, ma altrettanto certamente non è accettabile che si possano paragonare le sex dolls a un Fleshlight “accessoriato”.

Sex dolls, cultura del consenso e molestia o violenza sessuale

Nadia: “Le sex dolls in bordello incentivano le pratiche di molestia e di violenza sessuale verso le donne”. Su questo punto sono in parte d’accordo e in parte no. Sono d’accordo, ma  penso siano un incentivo solo per coloro che NON sono educati al sesso e al consenso sessuale. E non sarà certo una sex doll in meno a tutelare le donne da possibili abusi o a educare la gente a una sessualità consensuale. Se preso come gioco – nella piena consapevolezza che di gioco si tratta – il sesso con sex dolls può tranquillamente restare nel perimetro di una trasgressione erotica e non fare danni.

Lorenzo:  Anche io non so su quali basi molti e molte sono pronti e pronte a giurare che abbiano questo effetto. Mi pare comunque più interessante capire il loro effetto sociale piuttosto che sul singolo; se anche si dimostrassero capaci di far uscire violenza da molti individui, rimarrebbe da spiegare l’origine di quella violenza, che certo non è nelle sex dolls.

Bordello con sex dolls. È davvero un argine alla prostituzione umana?

Nadia: Una delle opinioni ottimistiche sui bordelli di sex dolls afferma che contribuiranno gradualmente a combattere la prostituzione e lo sfruttamento femminile che ne consegue. E come potrebbe, se una sex doll – almeno per ora – resta un manichino passivo, a fronte di una donna attiva, che gratifica e stimola attraverso le sue reazioni e le sue iniziative? Se non si sentisse il bisogno di un’interazione sessuale, basterebbe soddisfare i propri impulsi con il solito vecchio porno. Ma non si spiegherebbe il successo del porno 3D interattivo e del fenomeno delle camgirl. Piuttosto, la casa di appuntamenti con sex dolls si andrebbe ad aggiungere alla prostituzione tradizionale e su questo sono d’accordo con Lorenzo.   

Lorenzo: Non capisco proprio come aumentare l’offerta non concorrenziale dovrebbe limitare il lucro di chi fa tratta per lo sfruttamento della prostituzione. Prostituzione coatta, sex working, porno interattivo, camgirl e sex dolls sono fenomeni molto diversi che soddisfano richieste molto diverse, e che comunque possono venire dagli stessi individui. Cumulare tutto serve solo a non capire niente.

bordello con sex dolls

Porno mainstream, sex dolls e donna-oggetto

Nadia: Accondiscendente, ubbidiente, disponibile e pronta a soddisfare l’uomo, non sé stessa. Questa è l’immagine della donna-oggetto, replicata nelle sex dolls e nel porno mainstream. Fattezze e rappresentazione – in entrambi i casi – sono create per il godimento altrui, sottraendo alla donna il proprio, sia de facto che de jure. Del resto, una bambola-manichino non ha pulsioni, non ha orgasmi e non chiede la parità del piacere erotico. E se gode – come si prevede accadrà con le sex dolls cyborg – lo farà solo per gratificare l’uomo e le sue prestazioni.

Lorenzo: Direi che hai detto tutto: questo è un immaginario maschilista, e quando l’ho scritto nell’articolo che hai citato ho ricevuto critiche perché sembra che io sostenga che chiunque usi sex dolls è maschilista. Invece non l’ho detto: ho detto che quel dispositivo simbolico (accondiscendente, ubbidiente, disponibile e pronta a soddisfare l’uomo, non sé stessa…) è maschilista, e lo è per definizione, non perché l’ho detto io. Il che non vuole dire che chiunque non sia libero di farsi piacere quell’immaginario, ma non può fingere che venga da chissà quale tradizione culturale. È un immaginario maschilista e si chiama così. Immaginario molto potente, se ci fa dire di un oggetto che “gode”, quando evidentemente è qualcosa di ascrivibile solo a un essere vivente. Ecco che quella questione di realtà che accennavamo prima, a proposito di cosa rappresentano le sex dolls, ritorna inevitabilmente.

Bisogna vietare il bordello con sex dolls?

Nadia: Assolutamente no e per gli stessi motivi che rendono fallimentare ogni intervento proibizionistico. Piuttosto, il lavoro da fare per questioni come maschilismo, reificazione della donna, molestie e violenza sessuale è di tutt’altra specie. Lavorare su concetti come “potere” e “consenso”, innanzitutto, sia in teoria che in pratica. Fermo restando che nella questione molestie e violenza il “potere” agisce nello stesso modo, che sia una donna ad esercitarlo o un uomo. Ma questa è un’altra storia.

Lorenzo: Credo anche io che non servirebbe a nulla, e che sia una falsa soluzione, economica e populista, che sostituisce indegnamente l’impegno in un lavoro culturale certamente più difficile, costoso e lungo da fare, ma dai risultati ben più duraturi.

Sex Dolls Cyborg. L’umano sostituito dalla macchina?

Nadia: Le sex dolls del bordello appena aperto in Italia sono il secondo anello della catena evolutiva delle bambole in silicone. Il prossimo – già in preparazione – è quello delle sex dolls cyborg: perfette riproduzioni dell’umano, in grado di agire e reagire con risposte pre-programmate ma interattive. Peni e vagine autoriscaldanti, sguardi e parole, ammiccamenti e – chissà – liquidi corporei sono già pronti ad entrare in scena sul palcoscenico del sesso del futuro. Non sarà il caso di superare la dicotomia maschilismo-femminismo e cominciare a preoccuparsi di cosa ne sarà di tutti noi?

Lorenzo: Non capisco come si possa essere sorpresi di questa evoluzione dopo che, a milioni di persone, l’hanno raccontata “Blade Runner” nel 1982 e “Westworld”, sia il film del 1973 che la serie prodotta da due anni – tanto per buttare là i primi due titoli che mi vengono in mente, pescati tra decine e decine. Tenendo conto che non vedo maschilismo-femminismo come una dicotomia, bensì come uno spettro di possibilità da oppressive a liberatorie, quello che dovremo prepararci ad affrontare sarà un mondo nel quale avere pregiudizi legati al genere sarà sempre più dannoso. Chi li aveva, in quei due film, ha fatto una gran brutta fine, ed erano i “robot” a pretendere quella parità che ancora non riusciamo a concedere a tutta l’umanità. Ciò di cui dovremo continuare a preoccuparci, credo, sarà sempre e soltanto la stupidità e la sete di potere degli esseri umani.

Sex dolls e Real dolls: parliamone

Chiudiamo qui, io e Lorenzo, le nostre riflessioni. Che per quanto mi riguarda sono solo un primo gradino – maturato a caldo – di un discorso che andrebbe approfondito su più livelli e da diverse soggettività. Se, intanto, queste riflessioni riescono a muovere un dibattito sulle sex dolls, personalmente non può che farmi piacere.

About the author

Adult copywriter e webwriter, mi occupo di scrittura per il settore Adult & Sex. Scrivo articoli Seo oriented per sex blog, testi ottimizzati per siti di Adult Club, schede prodotto e pagine web per sexy shop. Anche, non solo, soprattutto.

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