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Come funziona il poliamore. Dall’esperienza alle regole

Come funziona il poliamore. Dall’esperienza alle regole

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Oltre a una comprensibile incredulità – se di derisione vera e propria non vogliamo parlare – le relazioni poliamorose suscitano una certa curiosità presso la platea di monogami e tradizionalisti. Davvero esistono i poliamorosi? Che idea hanno della coppia? E come funziona il poliamore? Sono queste le domande più frequenti rivolte a chi ha più relazioni intime contemporaneamente.

Domande che al fondo hanno il concetto di normalità, rispetto a cui il poliamore sarebbe anormale e perciò socialmente disapprovato. Accolgo con piacere, quindi, l’invito di Nadia a parlare in prima persona di che cos’è il poliamore e delle sue dinamiche interne. Innanzitutto perché sono un poliamoroso. Poi perché è l’occasione per sfatare una buona volta l’idea di normalità che nei sentimenti, come nel sesso, ha ben poca ragione d’essere.

Come funziona il poliamore

Parto dall’inizio: il poliamore è la scelta di vivere relazioni differenti contemporaneamente, anche se in forme diverse di relazione. Questa definizione raccoglie differenti tipi di rapporto sentimentale e/o sessuale, ma sono tutti identificati da un approccio etico: quello del consenso informato. Tutte le persone all’interno della relazione sono a conoscenza degli altri, condividono una serie di regole concordate e cercano attraverso il dialogo la felicità di tutti i partecipanti. Trasparenza e consenso, quindi, sono le parole chiave del poliamore. E infatti tutti i partner potenziali condividono le informazioni, nel rispetto dei sentimenti e dei bisogni altrui e propri.

Come funziona il poliamore? Nella relazione poliamorosa sono possibili, anche contemporaneamente, sia relazioni amorose, che affettive, che solamente sessuali. E il motivo è semplice: ciascun poliamoroso riconosce l’importanza di tutti gli aspetti della vita relazionale di una persona. Non ci si riconosce, quindi, come poliamorosi solo se si hanno in atto più relazioni. Si è poliamorosi se si è predisposti o in cerca di questa situazione, tanto che uno dei sinonimi in uso per identificare il poliamore è “non monogamia etica”.

Poliamore e coppia aperta: ci sono differenze?

Il poliamore ha varie forme e la coppia aperta è una delle tante. È quella, cioè, di una coppia primaria in cui uno dei partner o entrambi vivono relazioni anche solo sessuali con altri partner. In generale, la coppia aperta è una forma comune, con una coppia primaria che inserisce all’interno uno o più partner temporanei, o che vive separatamente queste “avventure” con il consenso esplicito del partner. Qualora l’inserimento diventasse più stabile si assisterebbe alla trasformazione della relazione in altra forma.

come funziona il poliamore

L’unica accezione che non rientra nel poliamore è quella detta “DADT – don’t ask don’t tell” (non chiedere non dire), che va oltre il concetto di consenso informato e trasparenza, perché lascia i partner all’oscuro delle altre dinamiche sentimentali e/o sessuali in corso. Non c’è quindi una sostanziale differenza tra coppia aperta e coppia poliamorosa, perché la prima è una variante della seconda.

Le regole per far funzionare una relazione poliamorosa

Sfatiamo un mito: il poliamore non è una forma idilliaca delle relazioni sentimentali o sessuali. Per far funzionare un rapporto poliamoroso sono necessarie alcune regole condivise da tutti i partner coinvolti. Su tutte, prevalgono la trasparenza, il dialogo e il consenso. Non c’è poliamore se manca la sincerità verso sé stessi e i partner. Piuttosto, bisogna chiarire e stabilire i propri limiti di gestione e di accettazione, e cosa siamo disposti ad accettare e a condividere. La condivisione, poi, non è solo quella del proprio partner, ma anche degli spazi fisici (come la casa o il letto) e degli spazi sociali (come i pranzi in famiglia e le uscite con gli amici).

Tutte le mie relazioni poliamorose sono improntate al dialogo e al confronto continuo. Quando parliamo di poliamore, infatti, parliamo di sentimenti e di esseri umani che devono sempre fare i conti con gelosia, possesso e insicurezze personali. Il segreto per far funzionare un rapporto poliamoroso è parlare dei problemi senza dettare regole o diktat, ma esprimendo desideri e bisogni, cercando di trovare i punti di contatto, prima che di rottura. Servono quindi buone capacità di gestione di sé e delle spiccate doti comunicative. Senza dimenticare la gestione della gelosia e delle proprie emozioni, insieme a una ricerca continua della felicità propria e dei partner.

Poliamore e gestione della gelosia

La gelosia è comunemente un problema in tutti i rapporti, siano essi monogamici o poliamorosi, e va innanzitutto riconosciuta e accettata. È una reazione naturale e, come tale, va provata, accettata e superata senza nasconderla, né reprimerla. Nella sua accezione comune la gelosia nasce dall’insicurezza e dalla paura di perdere qualcosa (o di vederselo portar via). Nella relazione poliamorosa, quindi, è normale che il partner del nostro compagno/a sia vissuto come qualcuno che può alienarcelo.

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Anzi, ci si fa l’idea errata che il nostro partner non sia soddisfatto e che abbia bisogno di qualcun altro per sopperire a certe mancanze. Come gestire la gelosia nel poliamore? Sono convinto che solo l’esperienza della condivisione possa smontare la gelosia. Bisogna condividere ciò che si prova e si vive con gli altri partner. Bisogna parlarne liberamente. E bisogna riconoscere che le altre relazioni ci aiutano a sviluppare meglio la nostra unicità. Solo in questo modo la poliamoria diventa una ricchezza e non un impoverimento personale e relazionale. Condividendo e dialogando, anche la gelosia passa in secondo piano e si vivono i rapporti con un reciproco senso di serenità.

I conflitti nel rapporto poliamoroso e come superarli

I conflitti nel poliamore sono inevitabili, come in qualsiasi relazione. Superata la fase dell’innamoramento, le conflittualità sono passaggi necessari per trovare un equilibrio nella coppia, nella triade o family che sia. Per superarli servono volontà e un dialogo aperto, franco e onesto. Un buon metodo è mettere in tavola i propri bisogni e le proprie necessità senza porre aut aut o ricatti. Ognuno esprime i propri pensieri e desideri, e si cerca un equilibrio dinamico tra tutte le esigenze.

È necessario quindi avere in mente il concetto di felicità condivisa, ovvero cercare di essere tutti felici, senza sacrificare nessuno. La poliamoria, contrariamente a ciò che si potrebbe credere, richiede impegno, forse maggiore di quello richiesto da un rapporto monogamo. E questo perché i fattori e le persone in gioco sono molteplici e si deve rispetto ad ognuno, indipendentemente dalla profondità del rapporto specifico.

 

Chi dovrebbe evitare il poliamore e perché

Dato l’impegno richiesto, è evidente che il poliamore non è adatto a chi non lo sente suo. La monogamia è una scelta valida come la poliamoria e ogni persona dovrebbe vivere ciò che ritiene più consono a sé, senza mai sentirsi costretto ad altro. Sicuramente la poliamoria è da evitare per chi si percepisce come monogamo, vuole vivere una relazione alla volta e non sente il desiderio di altri partner o esperienze.

Un monogamo che si inserisce in una relazione poliamorica, infatti, è condannato alla sofferenza. Non riuscirebbe a godere dei benefici di un rapporto poliamoroso e finirebbe per soffrire di tutte le problematiche connesse a una relazione multipla. Quindi, sconsiglio la poliamoria a chi non sa gestire la gelosia, la condivisione di spazi e persone e a chi fondamentalmente ha problemi a dare fiducia agli altri.

About the author

Davide “MaestroBD” La Greca vive di corde ed emozioni da 28 anni. Insegna Bondage, Shibari e Kinbaku e si esibisce come Rigger nei maggiori eventi Bondage europei. Nel 2016 ha pubblicato “Bondage - Manuale Pratico per Iniziare”.

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