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7 cose che ho imparato in un locale gay

7 cose che ho imparato in un locale gay

Adult Copywriting

Hai mai messo piede in un locale gay? Se sei etero, probabilmente non lo hai mai fatto e non lo farai mai. Ma ti assicuro che si imparano tante cose entrando in un club per soli omosessuali. Questa è la storia di un mio incontro e di cosa vuol dire, per me, fare l’Adult copywriter.

Perché non c’è un corso dove imparare a scrivere per l’Adult. Semmai, ci sono tanti corsi sul web copywriting in cui ti insegnano le tecniche di scrittura e di ottimizzazione SEO. E in cui ti trasferiscono nozioni di Content e Inbound Marketing. Ma non ti insegnano a pensare oltre i pregiudizi. Né a sviluppare quella minima dose di empatia indispensabile per metterti nei panni degli altri. Ma veniamo ai fatti. Anzi, all’antefatto.

Un articolo da scrivere, una telefonata, un invito

Dicono che la faccia tosta aiuti nella vita. Ora, non che io l’abbia sempre, ma ci sono occasioni in cui la tiro fuori tostissima. Come quella volta che ho telefonato a un locale gay per avere informazioni di prima mano. Dovevo scrivere un articolo dedicato a club e locali gay: ne avevo scelti alcuni ma i dati recuperati online non mi bastavano.

Compongo il numero e dall’altro lato mi risponde una voce. Dopo i primi minuti di diffidenza, spiego in cosa consiste il mio lavoro e l’articolo in questione. Mi ritrovo, quindi, a parlare con Matteo (lo chiamerò così), con cui si crea dopo un po’ una reciproca simpatia. Risultato? Ottengo le info che mi servono, ma Matteo va oltre.

“Senti, visto che sei così professionale e pure simpatica, se una sera ti trovi in zona passa a trovarci. Prendiamo un caffè, ci conosciamo e ti faccio fare un giro nel locale. Mi raccomando, però: non venire di venerdì ché la serata potrebbe turbarti. Meglio il sabato, perché è più tranquillo”. La serata potrebbe turbarmi?!? La mia immaginazione prende a creare scenari apocalittici. “Ok – gli rispondo – se sono in zona passo”.

locale gay

1. Chi gestisce un locale gay è per lo più diffidente

E questo è l’antefatto. Veniamo alla prima delle 7 cose che ho imparato in un locale gay. Anzi, questa l’ho imparata già solo al telefono. Chi gestisce un locale per omosessuali è diffidente, almeno all’inizio. Ha un compito da svolgere: tutelare la sua privacy, quella del club e quella di chi lo frequenta.

Domande indiscrete mettono in allarme e ci sta. Che vuole ‘sta qui? Perché mi fa queste domande? A chi diffonderà ciò che le dico? Si atterrà alle mie risposte o ci ricamerà sopra? È a questo primo livello che la professionalità di un sex writer entra in campo. Con le dovute rassicurazioni e, soprattutto, mostrando un sincero rispetto verso il locale, chi lo gestisce e chi ci si intrattiene.

2. Come entrare in un locale gay

Come si fa ad entrare in un locale gay? Nella maggior parte dei casi, in Italia si entra in questi club solo con una tessera. Sono associazioni private chiuse al pubblico e per partecipare ai loro eventi o entrare solo per un drink è richiesto il tesseramento. La tessera, poi, è valida per più locali: con una sola iscrizione si può entrare in tutti i club italiani aderenti al circuito.

Come ci sono entrata io in un locale gay? La scena è piuttosto comica, senti qui. Passo un giovedì per un primo sopralluogo: sono da sola. Busso, mi aprono e oddio, chissà che trovo appena entro?! Faccio capolino con aria circospetta e passo stentato: e se mi trovo catapultata in un baleno a Sodoma? Invece mi accoglie Fausto (lo chiamerò così), il socio di Matteo. Gli dico chi sono, lo informo della telefonata col socio ma mi dice che quella sera Matteo non ha turno. E lo sapevo pure, ma la tentazione di entrare era stata troppo forte.

“Ascolta – fa Fausto – vieni sabato, così ci trovi entrambi. NON VENIRE DI VENERDÌ”. E ride.  No, non vengo venerdì: sex writer avvisata, mezza salvata.

locale gay

3. Cosa succede in un locale gay

Arriva il sabato. Si fanno le 11. È tempo di andare al locale gay. Stavolta mi porto un amico, mi sento più tranquilla. Più tranquilla per cosa, poi? Che sciocchezza (e lo capirò dopo). Altra scena comica. Busso e aprono. Guardo l’amico, apro la porta, ficco dentro la testa a mo’ di perlustrazione preventiva: ok, via libera. Gesù, un’altra porta. E mo’ che la apro dove ci troveremo? Guardo l’amico: che faccio, apro? E aprila ‘sta porta, su! Bando alle ciance ed entriamo.

Fausto al bancone ci dà il benvenuto in un locale in penombra. Stretta di mano, ci sediamo sugli sgabelli e… mi giro intorno: abbiamo tutti gli occhi puntati addosso. Come fa strano sentirsi diversi, essere quelli fuori luogo, gli intrusi. C’è chi beve un bicchiere, chi balla, chi chiacchiera sui divanetti. E c’è un giovane muscoloso che mi guarda e sorride, come a dire ma tu, donna, che ci fai qui? Sapessi, giovane muscoloso, sapessi.

Cosa succede in un locale gay? In questo ci si incontra anche solo per fare due chiacchiere – mi dice Matteo, che nel frattempo è arrivato. O per ascoltare musica in un posto discreto, senza occhi censori addosso. O per trovare l’anima gemella. Eggià, pare che un bel po’ di coppie si siano formate qui. E stanno pure insieme tempo, ché la relazione va a gonfie vele. Ma in questo genere di locale gay, che è anche cruising club, si fa pure sesso.

4. Sesso nei club gay

Non che lo ignorassi, ma Matteo mi spiega la dinamica della faccenda. In questo tipo di club ci sono room apposite dove il sesso si consuma in ogni forma e posizione. Ullallà. Ma ‘sta cosa è legale? – chiedo. Certo, visto che si tratta di club privati. Quindi, nei cruising club per gay trovi la stanza con proiezioni porno, le Glory Hole, le Dark Room, un locale con tutto l’armamentario per il sesso Fetish e molto altro ancora. “A proposito: ora è occupata, altrimenti ti mostravo la camera con le sospensioni per…”. “No, grazie. Facciamo un’altra volta, eh”.

Poi Matteo mi chiarisce una cosa. Locali come questo sono indispensabili per la comunità gay. Tanto il sesso occasionale lo farebbero comunque. Qui, invece, i gay sono protetti. Hanno una stanza a disposizione e non rischiano di essere malmenati o mandati in ospedale come quando si appartano in luoghi all’aperto. Pure gli etero rischiano quando si incontrano in strade periferiche e isolate. Ma c’è chi va a caccia di gay ancora oggi e corre l’anno 2018.

locale gay

5. Prevenzione delle malattie sessuali

E come la mettiamo con le malattie? Qui cercano in tutti i modi di fare informazione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. All’ingresso vengono forniti preservativi gratis e si parla con i ragazzi – soprattutto i giovanissimi – dei pericoli del sesso occasionale e promiscuo. Non tutti i locali gay fanno opera di prevenzione, ma in questo caso sì.

Matteo mi dice anche che appartiene alla vecchia guardia e che ha visto troppi amici morire di AIDS. Oggi non si muore più di HIV, ma la prevenzione è necessaria più che mai. Io lo guardo, lo ascolto e mi accorgo che non ci fa. Lui ci è. È attento, è responsabile, ha la stoffa saggia di chi ne ha viste tante, troppe. E ancora lotta con la disinformazione e i pregiudizi omofobi. Io comincio a tirare le somme di questo nostro incontro imprevisto.

6. Un sex writer non può avere pregiudizi

Sesta cosa che ho imparato in un locale gay: vuoi diventare un sex writer? Dimentica i pregiudizi. E dimentica ogni genere di moralismo. Soprattutto, è bene ficcarsi in testa una volta per tutte che ognuno ha il diritto di viversi il sesso come meglio crede. E che chiunque ha il diritto di essere, mostrarsi e campare senza dover sottostare a gerarchie di genere.

Questa è la base minima. Poi ci sono le competenze tecniche che ti permettono di scrivere per l’Adult, di produrre testi per siti a carattere erotico o di curare sex blog aziendali, come quelli dei sexy shop. Se vuoi approfondire, leggiti pure che cos’è il sex writing.

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7. Due doti indispensabili a un Adult copywriter

L’Adult copywriting richiede un approfondimento continuo degli argomenti trattati e delle tematiche legate all’ambito sex. La ricerca di informazioni non può fare a meno di letture e studi teorici. Ma è la conoscenza diretta a fornire il materiale migliore per la stesura di testi o per saperne di più su certi target. Come ottenerla? Grazie alla curiosità e all’intraprendenza.

Quando è possibile, bisogna alzare la cornetta o andare a parlare di persona con chi può fornire delucidazioni. I target a cui ci si rivolge sono talmente variegati che diventa impossibile immedesimarsi nelle loro abitudini erotiche o nei loro orientamenti sessuali. Ci sono, poi, dei veri e propri mondi – come quello gay – con codici precisi e differenze interne difficili da individuare, se non attraverso testimonianze dirette. Curiosità e intraprendenza, quindi, possono fare la differenza tra un contenuto approfondito e uno meno realistico.

Cos’altro dovrebbe imparare un Adult copywriter?

Ti ho fatto un quadro delle 7 cose che ho imparato in e grazie a un locale gay. Alcune le ho solo viste confermate, come la necessità di confrontarsi sempre e con rispetto con chi ha un orientamento sessuale diverso dal proprio. Ma ce ne sono ancora tante da imparare.

Tu che opinione ti sei fatto leggendo questa storia? Quali sono i pregiudizi da superare e cos’altro deve imparare un Adult copywriter per trattare al meglio i temi legati al sex? Parliamone nei commenti.

About the author

Adult copywriter e webwriter, mi occupo di scrittura per il settore Adult & Sex. Scrivo articoli Seo oriented per sex blog, testi ottimizzati per siti di Adult Club, schede prodotto e pagine web per sexy shop. Anche, non solo, soprattutto.

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