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Professione Escort. Intervista a Roy gigolo

Professione Escort. Intervista a Roy gigolo

Adult Copywriting

Roberto Dolce, Roy per le “amiche”, è un gigolò. A dirla tutta, è ormai considerato IL gigolò italiano, vista la sua notorietà, amplificata anche da trasmissioni tv nostrane e internazionali. Ho scoperto il suo sito web grazie a una diretta Fb: protagonista il webmaster di Roy. Occasione ghiotta per chi scrive nell’Adult quella di andare a spulciare il sito web di un Escort, non trovi?

Digito l’Url su Google e oplà: occhi azzurri, barba curata, sguardo penetrante (e non credo solo quello), bicipite esplosivo. Oppoffarbacco, che figo! E molto, molto ben fatto anche il sito di Roy, pieno delle giuste info sui suoi servizi, su chi è, su cosa può offrire a una donna e sull’essere/diventare un gigolò. Conturbante il signore, non c’è che dire.

intervista a roy gigolò

Poi, apro il blog e comincio a ridere come ‘na matta. Già, perché Roy pubblica video divertentissimi, autoironici, esilaranti. Un assaggio subito? Guarda questo suo video del cazzo! Come fai a non adorarlo subito uno così? Ma Roy è anche un gigolò molto attento alla sua immagine sul web, al suo Personal Branding. Un professionista a tutto tondo che devi assolutamente conoscere. Te lo presento in questa intervista, nella sua veste di Escort per donne e in quella di imprenditore sensibile alle tante potenzialità del Digital.

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Ciao Roy e benvenuto su SexWriting. Mi racconti come hai cominciato la tua attività di gigolò?

Ho cominciato quasi per caso. Come spesso succede nella vita, i grandi progetti partono sempre in sordina. E non pensavo nemmeno di arrivare a tutto questo. Ero un ragazzo di bell’aspetto, senza molta voglia di lavorare e con una passione particolare per le donne, tutte le donne. Allora, ho messo insieme queste tre cose e per pura casualità ho cominciato a fare il gigolò. In realtà il mio primo lavoro non comprendeva una prestazione sessuale, perché dovevo interpretare un ruolo per una donna che voleva far ingelosire il marito. È stato un lavoro facile e rapido e in pochi minuti ho guadagnato bene. Da lì mi si è accesa la famosa lampadina.

Qual è il target delle tue clienti?

Sono un gigolò trasversale e ho clienti che vanno dai 20 ai 70 anni. Spesso si pensa che la donna che si rivolge a un accompagnatore sia brutta e vecchia, ma non c’è nulla di più lontano dalla realtà. Le donne hanno meno possibilità di fare sesso occasionale, anzi per loro fare sesso senza conseguenze e complicazioni è molto difficile. Una donna che ha semplicemente voglia di evasione, di imparare a fare sesso, di farsi accarezzare e coccolare qualche ora, di compagnia, con me trova una soluzione sicura, veloce e senza rischi. Le clienti con cui esco sono sempre diverse e hanno bisogni diversi. Quello che le accomuna è una temporanea carenza.

Mi incuriosisce molto sapere quando e perché una donna ti chiama

Una donna mi chiama quando si sente in gabbia, senza vie di uscita. Chiamare un gigolò è una reazione, una ribellione a un momento di difficoltà o di solitudine. Le donne, a differenza degli uomini, non chiamano un escort solo per fare sesso: per loro la questione è molto più contorta e complicata. Le donne che mi pagano hanno voglia di vivere una sorta di boy friend experience, hanno sete di affetto e carezze, cercano dolcezza e comprensione in una relazione prezzolata. Il sesso è sempre una conseguenza, non la ragione primaria per cui chiamano. Capisco che lo desiderano, ma sono io a gestire la situazione e a prendere eventualmente l’iniziativa. Per una donna sentirsi desiderata è sempre la cosa più importante quando sta con un uomo ed è quella la molla che fa scattare tutto.

intervista a roy gigolo

Le richieste che ricevi con più frequenza dalle tue clienti? E qual è stata quella più strana?

In realtà le mie clienti non sono tipe da “famolo strano”, anzi. Sono le donne più tranquille e classiche che uno possa immaginare. Una donna trasgressiva di solito non chiama un gigolò perché fa già sesso a sufficienza e non ha certo intenzione di pagare per una cosa che trova gratuitamente. La donna che paga è una donna che non conosce il mondo maschile, ha poca esperienza ed è timida. Le richieste che ricevo sono quelle di fare una passeggiata, un week end romantico. Le mie clienti non sanno fare sesso e molte di loro vogliono imparare o fanno certe cose a letto per la prima volta con me. Richieste strane ne ho avute, ma non riguardavano il sesso.

Mi hanno chiesto, ad esempio, di sposarmi per finta, mi sono finto avvocato, amante, marito, medico, avvocato… persino fidanzato di una ragazza incinta. Insomma, me ne hanno fatte fare di tutti i colori. Sono in mezzo a tanti album di famiglia e sono sicuro che guardandoli ogni tanto qualcuno si chiede: ma quel Roberto poi che fine ha fatto?? Comunque, nel mio primo libro “Un’immagine allo specchio” ci sono molte storie curiose che ho vissuto e di cui rivelo i retroscena.

Cosa ti differenzia da un uomo, diciamo così, “comune”? Voglio dire: perché una donna dovrebbe preferire te a chi non è un gigolò? 

Io sono un uomo senza conseguenze e complicazioni. Una donna che esce con me può stare bene, lasciarsi andare e tornare a casa tranquilla. Non mando messaggini, non cerco nessuno dopo i miei incontri. Lascio la donna libera di decidere se rivedermi o no. Molte mie clienti sono sposate e scelgono di non avere un amante perché si complicano troppo la vita. Con un gigolò, invece, possono evadere senza mettere a repentaglio la loro privacy o la quiete familiare. Io faccio sempre sì che le mie clienti rimangano con i piedi per terra. Anche quando qualcuna si innamora o perde la testa, la riporto alla realtà e metto in chiaro che le uscite con me hanno un tempo e una scadenza. Con me non è possibile combinare casini. Tutto sommato tradire il proprio marito con me è una forma di tutela per il matrimonio.

A un certo punto della tua carriera ti sei accorto che il web aveva tante potenzialità da sfruttare. Quanto è importante il web marketing per un gigolò e quali vantaggi ti ha offerto rispetto alla sola comunicazione offline?

In realtà ho utilizzato da subito il web per promuovere il mio lavoro. La prima cosa che ho fatto, appena ho intuito che potevo fare della mia propensione ad uscire con molte donne diverse un mestiere, è stata aprire immediatamente un sito internet. Non ho mai fatto annunci su giornali né pubblicizzato la mia attività in modo diverso se non attraverso il web. Oggi il mio sito si chiama www.roygigolo.com ed è molto visitato. Essendo stato il primo ad avere questa intuizione, i miei siti internet, che sono stati diversi, sono sempre stati ai primissimi posti nella ricerca di Google.

intervista a roy gigolo

All’inizio era più facile, poi col tempo altri hanno capito e io ho dovuto alzare il tiro, cercando webmaster più capaci per difendere il mio posizionamento. Sono stato anche il primo gigolò ad aprire un blog sul quale le mie clienti potevano lasciare pensieri, lettere, ma anche critiche, volendo. Mi piace il confronto diretto e a volte apprezzo più le critiche dei complimenti. Ora molti hanno un blog, ma allora era una novità assoluta.

Credi sia fondamentale per un gigolò affidarsi a degli esperti di digital marketing o ci si può proporre sul web senza una strategia finalizzata agli obiettivi da raggiungere?

Come ti dicevo prima, all’inizio uno poteva anche muoversi da autodidatta. Io ho sempre avuto la passione per le cose che riguardano il web e nei primi anni mi arrangiavo da solo. Funzionava perché i miei siti erano sempre in alto e ovviamente mi inventavo tutti gli escamotage per spingerli sulle prime posizioni di ricerca. Riuscivo sempre a farla franca e a “fregare” Google. Poi però è arrivato il famigerato Panda e la festa per me è finita.

il mio sito crollò vertiginosamente e così sono stato obbligato a rivolgermi a una serie di webmaster che spesso si sono rivelati non all’altezza della situazione. C’è da dire che non sono uno che si accontenta. Sono pignolo, esigente e poco paziente. Pretendo sempre e solo il meglio perché voglio essere il migliore sul mercato. Di conseguenza, mi aspetto che il mio webmaster mi stia dietro e che sia all’altezza.

 

Stai investendo tempo e risorse per il tuo Personal Branding. Su quale aspetto della tua personalità hai puntato di più? E come ti stai differenziando dai tuoi colleghi concorrenti?

Il Personal Branding nel mio caso è partito da subito, perché fin dai primi anni della mia attività ho voluto fare di Roy un personaggio, il mio alter ego, l’uomo perfetto che vorrei essere. Non c’è stata nessuna strategia in questo. In Roy riuscivo a vivere ciò che a Roberto era precluso. Roy è stato da subito notato dai media e la partecipazione a tantissime trasmissioni televisive ha rafforzato il personaggio, trasformandolo in una specie di Brand. Oggi, se in Italia si parla di gigolò, si pensa a Roy, che viene considerato un po’ il capostipite della categoria. Ho sfruttato la forza e la credibilità del mio personaggio anche per il mio portale di annunci www.gigolo.cloud che oggi è il primo assoluto e un punto di riferimento per chi vuole fare questo mestiere.

intervista a roy gigolo

Il mio portale è l’unico gestito da una persona che ha fatto e continua a fare questo lavoro e può dare a chi comincia un supporto in termini di esperienza unico rispetto alla concorrenza. Mi differenzio dagli altri perché sono diverso, ma non per scelta o strategia: perché sono così come mi mostro. Ironico, solitario, triste, poetico, lunatico e a tratti scorbutico, ma anche curioso e interessato al mondo che mi circonda, soprattutto a quello femminile. È difficile copiarmi, perché io dedico tutta la mia vita e le mie energie a questo mestiere, senza avere alcuna distrazione.

Ti proponi con un’immagine raffinata, da gentleman e da uomo che non deve chiedere mai. Poi nei tuoi video sfoderi un’accattivante vena ironica e una simpatia da ragazzo della porta accanto (ho riso molto col video su Come leccare la patata!). Quanto è strategico questo doppio registro estetico e quanto, invece, corrisponde al vero Roy?

Sai che non lo so nemmeno io chi è veramente Roy e quale è il confine fra Roy e Roberto? Chi lo vuole sapere deve uscire con me o vivere con questo dubbio. Nella serietà c’è sempre un fondo di ridicolo, dipende da quale angolazione osservi una persona, mentre nel ridicolo e nell’ironia puoi trovare molta più serietà e affidabilità. Non prendersi troppo sul serio è un modo saggio di vivere. Molti miei video ironici, nei quali mi prendo in giro, hanno spinto donne a chiamarmi per conoscermi di persona. La vera pubblicità di sé stessi è trasmettere il peggio di sé, è una formula che attrae anziché allontanare. Elogiarsi troppo nel marketing e nella società di oggi rischia di creare l’effetto opposto di quello che si desidera.

Cosa consigli a chi vuole intraprendere la professione di gigolò nel 2018?

Anzitutto di iscriversi gratuitamente al mio portale www.gigolo.cloud. Poi di fare due chiacchiere con me per sfatare alcuni miti completamente sbagliati che circolano sulla mia professione. Tipo le clienti che si passano i gigolò, i bar dove stanziano vecchie miliardarie e altre sciocchezze da operetta che si sentono in giro. Fare il gigolò è una vita divertente ma anche faticosa. Richiede molta dedizione, determinazione, passione e un bel po’ di rinunce nella sfera privata. Non basta essere belli e avere la tartaruga: le donne non sono così coglione da farsi incantare da due addominali scolpiti. La donna che paga è di solito attenta e valuta bene la sua scelta, soprattutto ora che di offerta ce ne è parecchia.

Per salutarci: dammi 3 motivi per cui dovrei chiamare te e solo te. Su, fammi sognare! 

  1.  Perché ci stai pensando, quindi hai già deciso.
  2. Perché sono il gigolò più ironico in circolazione, anche se non capisco perché quando vado via piangono tutte.
  3. Perché se non chiami me avrai sempre il dubbio che quello che hai non sia il meglio che si possa avere dalla vita.

 

About the author

Adult copywriter e webwriter, mi occupo di scrittura per il settore Adult & Sex. Scrivo articoli Seo oriented per sex blog, testi ottimizzati per siti di Adult Club, schede prodotto e pagine web per sexy shop. Anche, non solo, soprattutto.

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